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Gli studenti della vostra scuola conoscono il disastro di Stava?

Gli studenti della vostra scuola conoscono il disastro di Stava?

Le tematiche ambientali sono di forte attualità e, in particolare, il mondo della scuola le affronta quasi quotidianamente con gli studenti. Perché quindi non prendere spunto dal "caso di Stava" per parlarne? Il crollo delle discariche della miniera di fluorite in val di Stava, il 19 luglio del 1985 (ricorreranno fra alcuni mesi i 35 anni dal disastro), è un evento di storia contemporanea che ha fortemente condizionato la pianificazione territoriale in Trentino e ancora oggi la conoscenza delle scelte e degli errori allora fatti sul territorio, scelte che hanno causato la catastrofe, apre le porte su un percorso ricco

I paesaggi minerari del Trentino

E' uscito da pochissimi giorni il volume "I paesaggi minerari del Trentino: storia e trasformazioni", a cura di Alessandro de Bertolini ed Emanuela Schir. (Fondazione Museo storico del Trentino, pp. 380, € 35,00) Si tratta di un volume realizzato a più mani con lo scopo di ripercorrere le principali esperienze che hanno caratterizzato l'attività metallurgica, mineraria ed estrattiva in Trentino e in Tirolo, puntando l'attenzione sui paesaggi minerari come fonte della storia e come oggetto della geografia umana. Con gli interventi di: Davide Allegri, Emanuele Armani, Nicola Battelli, Giuliano Beltrami, Alessandro de Bertolini, Lara Casagrande, Fabiana Cattoi, Emanuele Curzel, Mirella

Anni '40 del Novecento - Vista dall'alto

L’acqua del rio Stava

[vc_row][vc_column][vc_column_text]La presenza di un corso d’acqua con buona portata in tutte le stagioni ha favorito gli insediamenti umani e il sorgere di laboratori lungo le sue rive. Mediante apposite canalizzazioni l’acqua veniva prelevata dal rio Stava e condotta in prossimità di una ruota direttamente collegata all’albero principale. Tramite organi di collegamento quali cinghie, ingranaggi e pulegge il moto veniva trasmesso dall’albero principale alle diverse macchine del laboratorio. Il principio era lo stesso per falegnamerie, segherie, fucine o mulini. [/vc_column_text][vc_masonry_media_grid grid_id="vc_gid:1612790264317-419b14e1-dd8e-7" include="5272,5287,5275,5278,5269,5302,5290,5284,5281,5266"][vc_separator color="black"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Fonti: Elisa Antoniazzi, Delugan Vittorio, Lena Iellici, Luigi Tisi, Raffaele Zeni; documenti conservati nell’archivio comunale di Tesero; informazioni raccolte all’Ufficio

Il Centro Stava 1985 apre su prenotazione

​Si informano i gentili visitatori che, nel rispetto delle norme emanate al fine di contenere il rischio di trasmissione del virus SARS-CoV-2, l’apertura del Centro Stava 1985 è consentita, su prenotazione, a gruppi da un minimo di 8 ad un massimo di 16 persone. Inoltre, in collaborazione con APT di Fiemme, breve escursione e visita sono organizzate, tutti i giovedì, con ritrovo presso il Centro Stava 1985, dalle ore 10.00 alle ore 11.30Prenotazione obbligatoria al numero unico di prenotazione +39 331 9241567GRATUITO con Fiemme Guest Card

Il progetto formativo per gli istituti scolastici

- Ultimo aggiornamento 20 dicembre 2020 - La Fondazione Stava 1985 ha sviluppato un'articolata proposta formativa  rivolta alle classi terze delle scuole primarie di secondo grado (terze medie) e agli istituti scolastici secondari e professionali. Oltre alla visita al Centro Stava 1985, frequentato dagli studenti fin dal 2004, le classi possono richiedere la presenza di un esperto della Fondazione presso il proprio istituto o in didattica a distanza. Nell'incontro, della durata tra i 50 e i 100 minuti, parole, immagini ed elementi multimediali permetteranno l'approfondimento di “Genesi, cause e responsabilità della catastrofe di Stava”. L'attività formativa, sostenuta dalla Presidenza del

Natale 2020

In foto: riproduzione del presepe del 1966 sul ponte sul rio Stava a Tesero. Archivio Amici del presepio di Tesero È trascorso un anno a dir poco strano, che ci ha visto tutti condizionati nei nostri rapporti. La pandemia ci ha imposto nuovi modi di comunicare e anche noi della Fondazione Stava 1985 non siamo rimasti con le mani in mano. La pagina Facebook e il sito stava1985.it, rielaborato nella grafica, nei contenuti e nelle prestazioni informatiche, che può essere consultato con personal computer, tablet e smartphone, hanno comportato un impegno gravoso, compensato in pieno dagli oltre 15.000 accessi registrati

Tailing dams – Lezione dal passato e dal presente

A 35 anni dal tragico crollo dei bacini di sterili in val di Stava, riflettiamo insieme su cause e responsabilità di alcuni eventi di crollo di discariche minerarie analizzando i rapporti dei gruppi di tecnici che hanno studiato ciascun caso. Tipo evento: Seminario Data: 3 dicembre Luogo: Evento online Responsabile: GEAM Scadenza Iscrizioni: 27 novembre Per informazioni: https://www.geam.org/corso.php?ID=228

Incontri formativi per scuole, associazioni, enti

Le tematiche ambientali sono di forte attualità e, in particolare, il mondo della scuola le affronta quasi quotidianamente con gli studenti. Perché quindi non prendere spunto dal "caso di Stava" per parlarne? Il crollo delle discariche della miniera di fluorite in val di Stava, il 19 luglio del 1985 (quest'anno ricorrono i 35 anni dal disastro), è un evento di storia contemporanea che ha fortemente condizionato la pianificazione territoriale in Trentino e ancora oggi la conoscenza delle scelte e degli errori allora fatti sul territorio, scelte che hanno causato la catastrofe, apre le porte su un percorso ricco di spunti

I disastri non sono naturali

Il termine "disastro naturale" è spesso abusato. E' ampiamente utilizzato dalla stampa e nei resoconti dei media, nei documenti ufficiali governativi e nelle agenzie umanitarie. E' un termine ormai di uso comune. Tuttavia, fin dal 1756, l'uso del termine viene messo in dubbio.Non esiste un disastro naturale. Se riconosciamo e accettiamo la definizione standard di disastro come una grave interruzione del funzionamento di una comunità o di una società, su qualsiasi scala, a causa di eventi pericolosi che interagiscono con le condizioni di esposizione, vulnerabilità e capacità, dobbiamo considerare il coinvolgimento umano al centro dell'evento.Un evento pericoloso diventerà un disastro

I disastri non sono naturali

Il termine "disastro naturale" è spesso abusato. E' ampiamente utilizzato dalla stampa e nei resoconti dei media, nei documenti ufficiali governativi e nelle agenzie umanitarie. E' un termine ormai di uso comune. Tuttavia, fin dal 1756, l'uso del termine viene messo in dubbio.Non esiste un disastro naturale. Se riconosciamo e accettiamo la definizione standard di disastro come una grave interruzione del funzionamento di una comunità o di una società, su qualsiasi scala, a causa di eventi pericolosi che interagiscono con le condizioni di esposizione, vulnerabilità e capacità, dobbiamo considerare il coinvolgimento umano al centro dell'evento.Un evento pericoloso diventerà un disastro

Stava, località Pozzole - 19 luglio 1985

«Stava: come e perché»: una conferenza 35 anni dopo il disastro

Un evento culturale e conoscitivo porterà sul palco come relatore Graziano Lucchi, presidente della fondazione Stava 1985 e, nelle vesti di moderatore, il direttore dei giornali ‘L’Adige e ‘Alto Adige’ Alberto Faustini.«Stava: come e perché». Questo il titolo, che già da solo trasuda memoria ma soprattutto parla di ‘inchiesta’. Più precisamente sarà un’occasione, 35 anni dopo la tragedia dei bacini di Prestavèl, per ripercorrere in parole e immagini l’accaduto e comprendere le ragioni di quella immane tragedia. Nel corso della conferenza verranno ripercorse genesi, causa e responsabilità della catastrofe, corredando l’esposizione con immagini e grafiche esplicative, dalla genesi degli impianti