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Gli studenti della vostra scuola conoscono il disastro di Stava?

Gli studenti della vostra scuola conoscono il disastro di Stava?

Le tematiche ambientali sono di forte attualità e, in particolare, il mondo della scuola le affronta quasi quotidianamente con gli studenti. Perché quindi non prendere spunto dal "caso di Stava" per parlarne? Il crollo delle discariche della miniera di fluorite in val di Stava, il 19 luglio del 1985 (ricorreranno fra alcuni mesi i 35 anni dal disastro), è un evento di storia contemporanea che ha fortemente condizionato la pianificazione territoriale in Trentino e ancora oggi la conoscenza delle scelte e degli errori allora fatti sul territorio, scelte che hanno causato la catastrofe, apre le porte su un percorso ricco

La nuova mostra “Dove Stava una valle”

Il primo documento storico che cita il toponimo "Val di Stava", una delle aree della Valle di Fiemme più anticamente abitate e sfruttate per il sostentamento della popolazione, è datato 6 settembre 1269. La nuova mostra "Dove Stava una valle" propone la storia del territorio parzialmente cancellato il 19 luglio 1985 e, attraverso le attività che in esso si svolgevano, recupera alla memoria, almeno in parte, quanto è stato tolto agli occhi. Dove Stava una valle

36° anniversario

Anniversario della catastrofe di Stavaanche quest’anno in forma minorenel rispetto delle norme anti Covid-19 L’anniversario della catastrofe di Stava si svolgerà anche quest’anno in forma minore nel rispetto delle norme emanate al fine di contenere il rischio di trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2. Nella serata di domenica 18 luglio, vigilia dell’anniversario, si terrà la suggestiva Via Crucis che prenderà le mosse alle 20.30 dalla località Pesa per snodarsi lungo la val di Stava e concludersi davanti alla chiesetta della Palanca a Stava. La Via Crucis, durante la quale vengono scanditi i nomi delle 268 Vittime della catastrofe, costituisce un momento

Nuove iscrizioni nell’Albo d’Onore

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Stava 1985 deliberanuove iscrizioni nell’Albo d’Onore dei Soci Onorari per meriti professionali ___________________________________________________________________________ La recente riunione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Stava 1985 è servita per fare il bilancio dell’attività svolta nel corso dell’anno 2020, per approvare i bilanci consuntivo e preventivo e per deliberare l’iscrizione di sei nuovi Soci nell’Albo d’Onore dei Soci Onorari per meriti professionali. L’attività della Fondazione durante l’anno trascorso è stata illustrata dal presidente Graziano Lucchi e dal coordinatore progetti Michele Longo. Nell’anno trascorso - hanno fatto notare - l’attività è stata pesantemente condizionata in negativo dai provvedimenti

Gli anniversari

- Ultimo aggiornamento 4 agosto 2020 - Il 19 luglio di ogni anno è per Tesero e Stava il giorno della memoria. Nel rispetto delle norme emanate al fine di contenere il rischio di trasmissione del virus SARS-CoV-2, l’unico momento per celebrare il trentacinquesimo anniversario della catastrofe è stata la Santa Messa in suffragio delle Vittime che è stata presieduta sul cimitero monumentale dall’Arcivescovo di Trento Monsignor Lauro Tisi. Il rito religioso è stato trasmesso in diretta televisiva e streaming alle ore 10 del 19 luglio 2020 per permettere a chiunque di seguire l’evento anche senza essere fisicamente presente sul

La Via Crucis e la S.Messa di suffragio

Nel luglio del 1986, primo anniversario della catastrofe, la Parrocchia di Tesero decise di dedicare al suffragio delle vittime una Via Crucis lungo la Val di Stava e una Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Tesero. Ancora era ben impressa nella memoria l’intensa Messa esequiale in suffragio delle vittime del 21 luglio del precedente anno, celebrata nella parrocchiale di S.Eliseo dall’Arcivescovo di Trento Alessandro Maria Gottardi e dal Cardinale di Milano Carlo Maria Martini, alla quale aveva presenziato anche l’allora Presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga. Dal 1986, ogni anno, nella serata della vigilia, si tiene la Via Crucis, con

L'impianto minerario di Montecatini - Anni Sesssanta

La miniera di Prestavèl

[vc_row][vc_column][vc_column_text]La prima indicazione scritta circa l’attività mineraria sul monte Prestavèl risale al 1528. La miniera veniva sfruttata in modo saltuario per la produzione di modeste quantità di galena argentifera. Lo sfruttamento industriale per l’estrazione di fluorite iniziò ben più tardi con la concessione rilasciata il 6 marzo 1935 alla società Atesina per l’Esplorazione Mineraria alla quale subentrò, dal mese di marzo 1941, la società Montecatini. Fino alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso la produzione avveniva nella valle del rio Gambìs e non superava mediamente le 30 tonnellate al giorno. Attorno al 1960 la Società Montecatini decise di produrre

Albergo Stava e Albergo Silvano - 1929

Gli alberghi

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Un reale sviluppo turistico della Valle di Stava si verificò a partire dalla metà del Novecento. Prima di allora le strutture destinate al turismo erano modeste: un paio di alberghetti, qualche locanda e poche case per le ferie estive. Dell'albergo più antico, lo Stava, si ha notizia da documenti del 1896 che lo classificavano come locanda. Agli inizi del Novecento prese il nome di Albergo Alpino e, durante la prima guerra mondiale dovette cambiare il proprio nome in Gasthof Stave. Nel 1985 gli alberghi sulla via Mulini di Tesero e a Stava erano cinque: il Dolomiti, il Rio Stava, l’Erica,

Vajòla - Fienagione - 1929

I masi

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Note indroduttive I masi, costruzioni piuttosto antiche, in alcuni casi risalenti almeno agli inizi del XVII secolo, sono probabilmente a loro volta frutto della ricostruzione e ristrutturazione di edifici ancora più antichi, sui quali però non sono disponibili dati attendibili né riguardo all'età né riguardo alla tipologia. Le notizie raccolte hanno permesso di ricostruire in modo abbastanza preciso la situazione della valle di Stava per quanto riguarda il numero e l'ubicazione dei masi soltanto a partire dalla metà dell’Ottocento. Il documento che abbiamo posto come punto di riferimento per tale ricostruzione è la "Copia del Protocollo delle particelle degli Edifizi

Ferri di cavallo: i due anteriori a destra, i due posteriori a sinistra.

Le fucine e le mascalcìe

[vc_row][vc_column][vc_column_text] La fucina ("Fosìna") L'officina dove il fabbro lavora il ferro per ricavarne attrezzi  ed altri manufatti è detto comunemente fucina. Mascalcìa è invece il termine tecnico usato per indicare il laboratorio del maniscalco, il fabbro che prepara ed applica i ferri agli zoccoli dei cavalli e dei bovini da traino. Di fatto i fabbri della Val di Stava esercitavano anche il mestiere di maniscalco. Nelle loro fucine la forza ricavata dall'acqua era impiegata per muovere vari macchinari ed in particolare per il funzionamento dei magli - i martelli meccanici usati per battere il ferro - e del mantice che

Relazioni annuali

I documenti allegati riassumono l'azione progettuale della Fondazione Stava 1985 Onlus nell'ultimo anno solare. Relazione di consuntivo attività e progetti realizzati nell'anno 2020 Piano iniziative e progetti per l'anno 2021 Il seguente grafico fotografa l'operatività del Centro Stava 1985: