Da Tesero a Sgorigrad
Nei giorni scorsi una delegazione della Fondazione Stava 1985 e del Comune di Tesero ha raggiunto la località di Sgorigrad (2.000 abitanti), nel Comune di Vratza (città di 52.600 abitanti), nel nord-ovest della Bulgaria, a 112 km (un’ora e quaranta minuti in auto) dalla capitale Sofia.
Il 1° maggio del 1966, a mezzogiorno, il crollo del bacino di decantazione della miniera Mir-Placanica (da cui si ricavavano piombo e zinco), costruito nel 1960, crollò provocando un’onda di circa 450 mila metri cubi di fango che causò morte e distruzione lungo l’intera vallata e colpì in particolare il villaggio di Sgorigrad per poi arrestarsi più a valle – dopo circa 8 chilometri – nella piazza principale della città di Vratza.
Il numero ufficiale delle vittime fu di 107 persone uccise dalla colata di fango, ma in realtà in seguito si scoprì che purtroppo i morti furono molti di più, vale a dire ben 488. Il bilancio sarebbe potuto essere ancora più grave, ma fortunatamente molte persone di Sgorigrad si salvarono poiché si erano recate in città per partecipare alla Festa dei Lavoratori.
Il regime comunista bulgaro di allora, se da un lato attivò tempestivamente i soccorsi e le ricerche e assicurò poi alla giustizia i responsabili del crollo, dall’altro mise subito tacere la notizia del disastro.
Al di qua della “cortina di ferro”, nell’Europa occidentale, quindi anche in Italia, le informazioni su ciò che era successo nel ‘66 arrivarono nei primi anni Duemila, oltre trentasei anni dopo, grazie all’impegno dell’allora neo-costituita Fondazione Stava 1985.
Da subito furono evidenti le analogie con il disastro di Stava, accaduto 19 anni dopo. Il sito web https://www.wise-uranium.org/mdaf.html dedicato ai disastri minerari (dovuti a crolli di discariche minerarie) in quel periodo collocava erroneamente la catastrofe bulgara nel 1996, anziché nel 1966. Era necessario pertanto fare ulteriore luce su quanto successo e divulgare presso l’opinione pubblica questa storia molto simile a quella di Stava.
Il Comune di Tesero e la Fondazione Stava 1985 iniziarono così a prendere contatti con il Comune di Vratza e la municipalità di Sgorigrad: negli anni successivi ci sono state varie iniziative volte a suggellare questo rapporto di condivisione della memoria e di amicizia tra le due comunità accomunate dall’aver subìto eventi catastrofici molto simili tra loro.
Nel 2006, in occasione del quarantennale, il Comune di Tesero finanziò la costruzione della baita alpina “Tesero” e del “Sentiero Tesero” o “Sentiero della Fratellanza Sgorigrad-Stava” sulla montagna che sovrasta la valle del torrente Varlešnica. Poi fu la volta della realizzazione, nel 2008, della pubblicazione, a cura della Fondazione Stava 1985, del libro “Stava-Sgorigrad. Identiche sciagure” e la realizzazione del documentario “La Stava dei Balcani”, a cura della sede RAI di Trento con il supporto della stessa Fondazione (sia il film che il libro sono stati prodotti in lingua italiana, bulgara e inglese); successivamente il rapporto di amicizia si è ulteriormente consolidato con l’intitolazione della piazza del paesino bulgaro “Piazza Tesero” nel 2010, e due anni più tardi, 2012, con la cerimonia di intitolazione della piazza antistante il Centro Stava ‘85 come “Piazza Sgorigrad” (delibera del Consiglio Comunale di Tesero n. 30 del 14.09.2011).
In quegli anni, dunque, vi furono diverse visite reciproche delle rispettive delegazioni istituzionali, in particolare in occasione degli anniversari del 1° maggio e del 19 luglio.
A distanza di quindici anni i contatti sono stati ripresi con l’invito arrivato al Comune di Tesero e alla Fondazione Stava ‘85 per partecipare al 60° anniversario del disastro in terra bulgara. La delegazione teserana era composta da Carlo Dellasega (vicepresidente della Fondazione Stava 1985) e da Massimo Cristel (consigliere della Fondazione e consigliere comunale di minoranza), i quali – accolti dal sindaco Kalin Kamenov e dal capo-frazione Angel Petrov – hanno portato il saluto, la vicinanza e la solidarietà di Tesero alle comunità di Sgorigrad e Vratza. Insieme hanno preso parte venerdì 1° maggio 2026 a due toccanti cerimonie di commemorazione, con deposizione di fiori davanti ai due monumenti che ricordano le vittime innocenti del terribile disastro del 1966, che risulta essere – assieme quella di Stava – tra le più gravi catastrofi industriali al mondo dovute al crollo di discariche minerarie.
Purtroppo il conteggio dei disastri di questo tipo continua al ritmo di … all’anno: gli ultimi in ordine di tempo si sono verificati nei primi mesi del 2026 in Indonesia (febbraio), Congo (marzo) e Messico (marzo).
Il messaggio emerso da questo nuovo incontro con gli amici di Sgorigrad e Vratza è stato quello che, anche attraverso la memoria, occorre ribadire e rinnovare l’impegno per far conoscere quanto accaduto e prevenire il ripetersi di simili disastri.
Per ulteriori info:
Il Progetto Sgorigrad-Stava – Fondazione Stava 1985 onlus
Il crollo della discarica mineraria di Sgorigrad – 1966 – Fondazione Stava 1985 onlus
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Maggio 2026 (autore Massimo Cristel)