Veduta dei mulini esistenti in passato a valle del ponte in località Cortàl: in primo piano il mulino «del Tonàcio», quindi il mulino «del Ràsa», infine, ai piedi del ponte, il mulino «del Moréto»

Dove Stava una valle

La prima idea di questa esposizione nacque nell’autunno del 1985 all’interno della Scuola Media di Tesero che aveva perduto non pochi alunni nel disastro industriale dovuto al crollo dei bacini di decantazione della miniera di Prestavél.

La massa di fango aveva causato la morte di 268 fra uomini, donne, ragazzi e ragazze, bambini e bambine e aveva stravolto un’intera valle cancellando abitazioni, rustici, alberghi, opifici e tutto quanto ricordava secoli di vita e di lavoro.

Per questo gli insegnanti decisero di avviare con gli alunni una ricerca che portasse, per quanto possibile, alla ricostruzione della storia della Val di Stava attraverso le attività che in essa si svolgevano e consentisse di recuperare alla memoria, almeno in parte, quanto era stato tolto agli occhi.

La mostra fu allestita una prima volta a Tesero nel 1986 e, in questa sua nuova veste, si articola in diverse sezioni.

I modelli del mulino ad acqua, della segheria veneziana, della fucina e della “Chenàra”, realizzati con amore e con infinita pazienza da Emilio Zeni di Tesero, sono stati messi a disposizione dai familiari.

Il documento La Val di Stava nelle attività passate racconta, con le parole del professor Paolo Deflorian, la storia della mostra originale.