I bacini dopo il crollo. Il materiale fangoso contenuto nel bacino inferiore mosse verso l'esterno non in forma di crollo, ma di vero e proprio scroscio con balzo verso l'alto..

Crolli di discarica di miniera – Un trend in crescita

Una semplice analisi circa il numero degli incidenti rilevanti in discariche di miniera ci fa capire che il fenomeno è in forte crescita. Dal 1960[1] ad oggi si contano 179 incidenti rilevanti in discariche di miniera, 150 dei quali si sono verificati in bacini di decantazione (o “tailings dam”) e 134 sono stati dovuti a crollo totale o parziale[2]. Mentre negli anni dal 1960 al 1969 si sono contati 22 incidenti rilevanti, con una media di 2,2 incidenti all’anno, e negli anni dal 1970 al 1979 la media si è mantenuta stabile con 21 incidenti rilevanti nel decennio, con una media di 2,1 incidenti all’anno, negli anni dal 2005 al 2014 si sono contati 29 incidenti rilevanti[3], con una media di 2,9 incidenti all’anno, e dal 2015 al 2024 si sono contati 47 incidenti rilevanti[4], con una media di 4,7 incidenti all’anno. Nel 2025 si sono verificati ben 7 incidenti rilevanti[5].

Per comprendere il fenomeno occorre aver ben presente il fatto che, a differenza delle strutture di produzione[6], le discariche di miniera sono strutture in fieri, che crescono con il procedere dell’attività estrattiva e che molte volte vengono alimentate oltre misura[7]. La decisione circa l’opportunità di cessare di alimentare una discarica in esercizio e impostare una nuova discarica viene spesso rimandata e si continua ad alimentare discariche che dovrebbero invece essere chiuse e messa in sicurezza[8]. Non solo: le discariche di miniera sono depositi di rifiuti che non generano utile ma sono un costo per l’impresa che non ricava profitto alcuno nell’investire in queste strutture.

Ciò premesso, è importante che il controllo da parte delle pubbliche autorità su queste strutture di deposito di rifiuti dovrebbe essere più attento e severo rispetto al controllo sulle strutture di produzione per le quali è l’impresa, in primo luogo, ad avere interesse che la sicurezza dell’impianto sia garantita.

La consapevolezza di svolgere un’attività pericolosa dal punto di vista sanitario e ambientale e del rischio, sempre presente, di possibili cedimenti strutturali in queste strutture[9] dovrebbe muovere inoltre le società minerarie a mettere in atto misure concrete di attenuazione e prevenzione del rischio.

Una misura concreta è certamente quella di trattare i fanghi di risulta delle lavorazioni minerarie con le apparecchiature di filtrazione meccanica con recupero dell’acqua di processo che sono oggi disponibili e che permettono il deposito dei rifiuti in sicurezza.


[1] Da quando è iniziata la rilevazione sistematica degli incidenti rilevanti in discariche di miniera riportati sul sito wise-uranium  http://www.wise-uranium.org/mdafbr.html

[2] A conferma della pericolosità di queste strutture di deposito che assumono dimensioni considerevoli e sono caratterizzate dagli argini in sabbia dal loro contenuto fangoso.

[3] Fra questi il crollo catastrofico del bacino di decantazione di Ajka e monte degli abitati di Kolontár e Devecser in Ungheria.

[4] Fra questi il crollo catastrofico del bacino di decantazione Córrego de Feijão a monte dell’abitato di Brumadinho in Brasile.

[5] L’ultimo incidente di cui si ha notizia è avvenuto il 4 novembre 2025 in Tailandia.

[6] Si pensi alle dighe per la produzione di energia elettrica, ai bacini di ritenuta dell’acqua per irrigazione o ai bacini per l’innevamento artificiale.

[7] Le società minerarie, infatti, si trovano spesso a dover decidere se impostare una nuova discarica o continuare ad alimentare quella già in esercizio senza avere informazioni precise sulla quantità di minerale ancora presente in miniera e sulla convenienza economica nel proseguire la lavorazione.

[8] È quanto avvenuto per i bacini di decantazione a monte di Stava: l’argine del primo bacino avrebbe dovuto avere un’altezza massima di 9 metri e ha raggiunto l’altezza di 25 metri; giacché la miniera sembrava esaurita, il secondo bacino di decantazione era stato impostato per depositarvi gli sterili residuati della seconda lavorazione dei fanghi contenuti nel primo bacino ma è stato alimentato invece con gli sterili di prima lavorazione di tout-venant di nuovo rinvenimento e di tout-venant proveniente da altre miniere. Al momento del crollo il secondo bacino di decantazione era alto circa 34 metri e la discarica aveva un’altezza complessiva di circa 60 metri.

[9] Che sono caratterizzate dal pericolo potenziale costituito dal loro contenuto fangoso e che assumono dimensioni considerevoli.

Cronologia dei principali crolli di discariche minerarie