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Il crollo della discarica mineraria di Sgorigrad – 1966

Il crollo della discarica mineraria di Sgorigrad – 1966

Sofia, Vratza e Sgorigrad. Attorno a mezzogiorno del 1° maggio 1966 una colata di fango di circa 450 mila metri cubi travolse il paese di Sgorigrad nel nord della Bulgaria uccidendo centinaia di persone e provocando ingenti distruzioni materiali e ambientali. La colata di fango si era sprigionata a seguito del crollo dell’argine del bacino di decantazione dei fanghi residuati della lavorazione mediante flottazione dei minerali estratti dalla miniera Mir-Placalnica. Il libro 'Sgorigrad - Stava. Identiche sciagure'  – Il film 'La Stava dei Balcani' Трагедията в село Згориград (България) Sfruttata fin dall’antichità (le prime notizie risalgono ai tempi dei Traci

Miniera di rame in Cile

Il crollo della discarica mineraria di El Cobre – 1965

Il 28 marzo 1965, alle ore 12. 35’, due bacini adibiti all’accumulo degli sterili di una miniera di rame nel distretto di El Cobre, in Cile, crollarono improvvisamente. (in immagine miniera di rame in Cile) Il centro abitato di El Cobre, che si trovava lungo il percorso della colata, fu completamente distrutto e oltre 200 persone persero la vita. Il collasso fu scatenato da un terremoto di magnitudo 7,5 nella scala Richter. Il primo invaso (Antiguo) era stato approntato già nel 1930 ma, dopo la costruzione di un nuovo invaso (Nuevo) nel 1963, esso veniva utilizzato soltanto periodicamente come bacino

La diga del Vajont

Il disastro del Vajont – 1963

Alle ore 22.39 del 9 ottobre 1963 una frana gigantesca di circa 270 milioni di metri cubi di roccia e detriti si staccò dalle pendici del monte Toc e precipitò nel bacino artificiale del Vajont (in provincia di Pordenone in Friuli Venezia Giulia), provocando un’onda che cancellò in pochi secondi il territorio sul versante opposto alla frana e a valle dell’invaso, distruggendo gran parte dell’abitato di Longarone (in provincia di Belluno nel Veneto) e di altri villaggi sulla riva del fiume Piave. La stima più attendibile delle vittime è di 1910 morti. Hanno portato alla catastrofe tre fondamentali errori umani:

La Diga Principale di Molare in una cartolina d'epoca

Il disastro di Molare – 1935

Alle ore 13.15 del 13 agosto 1935, a seguito di un violento nubifragio, una delle due dighe che formava il grande invaso idroelettrico di Molare in Valle Orba (provincia di Alessandria, Piemonte) collassò insieme a una porzione di terreno sul quale era fondata. L’ondata che si riversò violentemente verso valle determinò la morte di numerose vittime, calcolate tra 110 e 115 persone, e causò gravissimi danni ai sottostanti centri abitati di Molare, Ovada, Silvano d’Orba, Capriata d’Orba, Predosa e Castellazzo d’Orba. La struttura idraulica cedette sotto la spinta di una massa d’acqua e fango stimata tra i 20 e 25

Il crollo della discarica mineraria di El Teniente – 1928

Il secondo disastro di cui si ha notizia dovuto al crollo di bacini di decantazione a servizio di miniere è avvenuto il 1° dicembre 1928 nella cittadina mineraria di Sewell in Cile dove si era già verificato un analogo disastro nel 1915. Il rilevato del bacino di decantazione di Barahona dei rifiuti dell’impianto di flottazione della miniera di rame di El Teniente ubicata nelle Ande a sud di Santiago, lungo più di due chilometri, alto 63 metri e racchiudente 29,5 milioni di tonnellate di rifiuti cedette a seguito di un forte terremoto. Nove milioni di tonnellate di fanghi precipitarono nei

I tronconi ancora in piedi della diga del Gleno.

Il disastro del Gleno – 1923

Il 21 marzo 1907 viene presentata dall’avv. Federici, per conto di Giacomo Trümpy, su progetto dell’Ing. Tosana di Brescia, la prima domanda di concessione per lo sfruttamento delle acque del Nembo e del Povo, con uno sbarramento su questo ultimo alla piana del Gleno*. Dopo altre istanze il 31 gennaio 1917 la ditta Viganò di Albiate di Triuggio (MI), subentrata nella richiesta, viene autorizzata a costruire una diga con capacità di 3,9 milioni di metri cubi. Nel 1917/18 iniziano i lavori accessori quali tracciamenti, canali, strade, teleferica ecc. Nel 1919 cominciano gli scavi per la costruzione di una diga a

Il crollo della discarica mineraria di Agua Dulce – 1915

Il primo disastro di cui si ha notizia dovuto al crollo di bacini di decantazione a servizio di miniere avvenne il 15 giugno 1915 nella cittadina mineraria di Sewell, Provincia di Rancagua in Cile. A causa di piogge intense si ebbe lo straripamento dei fanghi dalla sommità dell’argine del bacino di decantazione degli sterili, alto 61 metri, a servizio della miniera di rame di Agua Dulce mentre questo era in piena attività. A seguito della tracimazione si verificò il collasso dell’argine stesso per rottura allo stato fluido (flow failure), con fuoriuscita di 180.000 metri cubi di materiale. Non ci sono

Slimes nightmare enrages community

Date : 1995-12-01 Bronwen Jones TEARS and righteousness make a potent mix in an angry young woman out to fight the wealth and might of big industry. Sitting atop a crumbledown dam looking over her community, RenŽe Smith, 21, adjusts blue rimmed spectacles and says: "We will not let them build their dam on our doorsteps. We will not let Merriespruit happen twice." Working for a firm of engineering consultants, she has a better than average understanding of plans to construct a R16,8-million slimes dam at Fleurhof, in apparent disregard for those interred in the mud of Merriespruit and in

Impianto di lavorazione - Inizio anni '70

Gli impianti della miniera di Prestavèl

L’approvvigionamento di energia elettrica Data la rilevante richiesta di energia occorrente sia per le esigenze di miniera che per i servizi esterni e impianti di compressione e trattamento è stata costruita una linea elettrica trifase 20 KV della lunghezza di circa 5 chilometri da Lago di Tesero a Pozzole. È stata costruita anche una cabina di trasformazione con largo margine di potenza onde avere disponibilità di energia elettrica per eventuali futuri ampliamenti degli impianti. Due trasformatori, ciascuno da KVA  1700 a 3 avvolgimenti, provvedevano alla trasformazione della corrente a 6 KV e a 500 V. La corrente a 6 KV,