I due disastri del Cermis – 1976 – 1998

La funivia del Cermìs

I due disastri del Cermis – 1976 – 1998

Il 9 marzo 1976 una delle cabine della funivia del Cermis precipitò al suolo provocando la morte di 42 persone. Il procedimento penale permise di accertare che gli addetti all’impianto avevano disinserito il sistema di sicurezza che faceva scattare il freno d’emergenza ogni qualvolta la fune traente urtava la fune portante. A seguito di forti oscillazioni la fune traente si sovrappose alla fune portante e, essendo disinserito il sistema di sicurezza, la tranciò, provocando la caduta della cabina. Il 3 febbraio 1998, durante un volo di esercitazione, un aeroplano del Corpo dei Marines tranciava la fune portante della funivia del

Il crollo della discarica mineraria di Aznacóllar – 1998

Il 25 aprile 1998 è crollato il rilevato arginale di un invaso al servizio della miniera di pirite di Aznacóllar, presso Siviglia, nella Spagna del Sud, gestita dalla compagnia Boliden-Apirsa. All’interno di questa struttura, alta 28 m, venivano riversati i fanghi tossici e gli sterili derivanti dai processi di lavorazione mineraria. In seguito al cedimento dell’argine 2 milioni di metri cubi di fanghiglia altamente tossica e 4 milioni di metri cubi di acque acide si riversarono nella campagna circostante e confluirono in buona parte nel fiume Guadiamar, che scorre nei terreni acquitrinosi del Parco Nazionale di Coto Doñana, una delle

Il disastro della Val Martello – 1987

Nella seconda metà del mese di agosto 1987 forti piogge e nubifragi interessarono la Val Venosta in Alto Adige, facendo salire oltre i limiti di sicurezza il livello delle acque del bacino idroelettrico a monte della diga di Gioveretto nell’alta Val Martello, valle laterale della Val Venosta. Nei mesi precedenti i responsabili dell’impianto avevano provveduto al riempimento del bacino al fine di disporre della massima disponibilità di acqua per la produzione di energia elettrica nel corso dell’autunno e dell’inverno successivi. Già prima delle precipitazioni il livello del bacino si trovava quindi attorno alla quota massima. Nella notte del 24 agosto

Il crollo della discarica mineraria di Merriespruit – 1994

Nel tardo pomeriggio del 22 febbraio 1994 il parziale crollo di una discarica per lo stoccaggio dei residuati della lavorazione dell’oro, del tutto simile alla discarica crollata a Stava, ha generato una colata di fango di circa 600 mila metri cubi che ha travolto il quartiere periferico di Merriespruit nella città di Virginia nello Free State in Sud Africa, provocando la morte di 17 persone e la distruzione di circa 80 case d’abitazione. In occasione del 9° anniversario della catastrofe di Stava, il 19 luglio 1994, l’Associazione Sinistrati Val di Stava ha posto nel cimitero delle Vittime della val di

Il crollo della discarica mineraria di Buffalo Creek – 1972

Il 26 febbraio 1972 una colata di fango dovuta al crollo di una discarica mineraria contenente fanghi e detriti provenienti da una miniera di carbone gestita dalla Pittston Coal Company travolse la vallata di Buffalo Creek nella contea di Logan, in West Virginia (Stati Uniti). Nei giorni precedenti la pioggia era caduta pressoché incessante sull’intera zona, anche se i meteorologi dichiararono in seguito che ciò era normale per quella stagione. Preoccupati per la situazione dell’invaso superiore, gli ispettori della compagnia mineraria iniziarono a misurare il livello dell’acqua nel bacino ogni due ore durante la notte del 25 febbraio. Nonostante un

Il crollo della discarica mineraria di Aberfan – 1966

Alle 9.15 del 21 ottobre 1966 un vasto accumulo di materiali di risulta provenienti dalla miniera di carbone di Merthyr Vale, nel Galles del Sud (Gran Bretagna), crollò distruggendo venti case e una fattoria del villaggio minerario di Aberfan, prima di abbattersi rovinosamente sulla scuola elementare del paese che fu in gran parte spazzata via dalla colata di detriti. Gli allievi erano appena rientrati nelle loro aule dopo avere partecipato a una lezione collettiva nell’aula di musica quando improvvisamente si udì un forte boato. Se avessero ritardato il loro rientro in classe anche solo di pochi minuti il numero di

Il crollo della discarica mineraria di Sgorigrad – 1966

Sofia, Vratza e Sgorigrad. Attorno a mezzogiorno del 1° maggio 1966 una colata di fango di circa 450 mila metri cubi travolse il paese di Sgorigrad nel nord della Bulgaria uccidendo centinaia di persone e provocando ingenti distruzioni materiali e ambientali. La colata di fango si era sprigionata a seguito del crollo dell’argine del bacino di decantazione dei fanghi residuati della lavorazione mediante flottazione dei minerali estratti dalla miniera Mir-Placalnica. Il libro 'Sgorigrad - Stava. Identiche sciagure'  – Il film 'La Stava dei Balcani' Трагедията в село Згориград (България) Sfruttata fin dall’antichità (le prime notizie risalgono ai tempi dei Traci

Miniera di rame in Cile

Il crollo della discarica mineraria di El Cobre – 1965

Il 28 marzo 1965, alle ore 12. 35’, due bacini adibiti all’accumulo degli sterili di una miniera di rame nel distretto di El Cobre, in Cile, crollarono improvvisamente. (in immagine miniera di rame in Cile) Il centro abitato di El Cobre, che si trovava lungo il percorso della colata, fu completamente distrutto e oltre 200 persone persero la vita. Il collasso fu scatenato da un terremoto di magnitudo 7,5 nella scala Richter. Il primo invaso (Antiguo) era stato approntato già nel 1930 ma, dopo la costruzione di un nuovo invaso (Nuevo) nel 1963, esso veniva utilizzato soltanto periodicamente come bacino

La diga del Vajont

Il disastro del Vajont – 1963

Alle ore 22.39 del 9 ottobre 1963 una frana gigantesca di circa 270 milioni di metri cubi di roccia e detriti si staccò dalle pendici del monte Toc e precipitò nel bacino artificiale del Vajont (in provincia di Pordenone in Friuli Venezia Giulia), provocando un’onda che cancellò in pochi secondi il territorio sul versante opposto alla frana e a valle dell’invaso, distruggendo gran parte dell’abitato di Longarone (in provincia di Belluno nel Veneto) e di altri villaggi sulla riva del fiume Piave. La stima più attendibile delle vittime è di 1910 morti. Hanno portato alla catastrofe tre fondamentali errori umani:

La Diga Principale di Molare in una cartolina d'epoca

Il disastro di Molare – 1935

Alle ore 13.15 del 13 agosto 1935, a seguito di un violento nubifragio, una delle due dighe che formava il grande invaso idroelettrico di Molare in Valle Orba (provincia di Alessandria, Piemonte) collassò insieme a una porzione di terreno sul quale era fondata. L’ondata che si riversò violentemente verso valle determinò la morte di numerose vittime, calcolate tra 110 e 115 persone, e causò gravissimi danni ai sottostanti centri abitati di Molare, Ovada, Silvano d’Orba, Capriata d’Orba, Predosa e Castellazzo d’Orba. La struttura idraulica cedette sotto la spinta di una massa d’acqua e fango stimata tra i 20 e 25