L’acqua del rio Stava

Anni '40 del Novecento - Vista dall'alto

L’acqua del rio Stava

[vc_row][vc_column][vc_column_text]La presenza di un corso d’acqua con buona portata in tutte le stagioni ha favorito gli insediamenti umani e il sorgere di laboratori lungo le sue rive. Mediante apposite canalizzazioni l’acqua veniva prelevata dal rio Stava e condotta in prossimità di una ruota direttamente collegata all’albero principale. Tramite organi di collegamento quali cinghie, ingranaggi e pulegge il moto veniva trasmesso dall’albero principale alle diverse macchine del laboratorio. Il principio era lo stesso per falegnamerie, segherie, fucine o mulini. [/vc_column_text][vc_masonry_media_grid grid_id="vc_gid:1612790264317-419b14e1-dd8e-7" include="5272,5287,5275,5278,5269,5302,5290,5284,5281,5266"][vc_separator color="black"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Fonti: Elisa Antoniazzi, Delugan Vittorio, Lena Iellici, Luigi Tisi, Raffaele Zeni; documenti conservati nell’archivio comunale di Tesero; informazioni raccolte all’Ufficio

Anni '40 del Novecento - Vista dall'alto

La “chenàra’

[vc_row][vc_column][vc_column_text]L’essicatoio per la produzione di semi di conifera era l’edificio forse più originale della via Mulini a Tesero. Il nome "chenàra", con il quale era chiamato l'impianto, deriva da "chèni", il termine localmente usato per indicare gli strobili o pigne di conifera. I forni e vari macchinari consentivano l'essicazione degli strobili, l'estrazione dei semi, la loro pulitura e conservazione. La "chenàra", costruita nel 1860 al posto di un vecchio mulino, rimase in funzione fino al 1977. Funzionamento Il canale (ròsta), con l'acqua proveniente dal Rio Stava, alimentava una turbina modello “Francis” verticale custodita all’esterno in un ambiente apposito. L’ingranaggio era

La valle di Stava

[vc_row][vc_column][vc_column_text] Situata in Trentino, più precisamente sulla destra orografica di Fiemme, la valle di Stava è il solco vallivo che si estende geograficamente da nord-est a sud-ovest, sud, incurvandosi leggermente al suo centro all'altezza della conca di Stava. Viene percorsa dal rio omonimo che nasce nel gruppo dolomitico del Latemar (2846 m) e sfocia nel torrente Avisio, dopo un percorso di 8.5 km. La valle è incorniciata da alcune montagne delle Dolomiti Occidentali che, dal 2009, sono parte del Patrimonio Mondiale dell'Unesco. A nord della vallata si trova la catena del Latemar (2846 m), formata da rocce di tipo dolomitico e